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 leggenda della mia città

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MessaggioOggetto: leggenda della mia città   Sab Ott 25, 2008 6:57 am

Strozzavolpe è un castello con una leggenda che potremo definire classica per il suo stile. Questo castello è stato tramandato di generazione in generazione fino ad arrivare ad un noto avvocato fiorentino. Strozzavolpe è situano in una piana poco lontana da Poggibonsi, precisamente sulla Cassia. Questo castello è stato costruito nel 1154 da Benuccio da Salimbeni e poi venduto agli Adimari fiorentini.
Vi sono varie storie che hanno formato il mito di strozzavolpe, di leggende, di sanguinarie battaglie e di romantiche storie.
Si narra di uno spettro di una volpe che si aggira nelle notti di luna piena attorno al castello. La colpa appartiene ad un certo Bonifazio Duca e Marchese di toscana, che si ostinò a voler costruire questo castello nonostante vi fosse una strana volpe nei pressi che faceva fuggire anche i cavalieri più coraggiosi. Cominciò così una vera e propria caccia alla volpe, ma nessuno vi riusciva visto che si prendeva gioco anche dei più abili cacciatori facendosi vedere e nascondendosi immediatamente. Ma la cosa più strana è che sembrerebbe che la volpe tenesse lontano i suoi cacciatori sputando fuoco e fiamme dalla bocca.
Il principe stufato della volpe decide di giocare d'astuzia, così nascondendosi nel bosco riesce a prenderla con una trappola, strozzandola con un laccio. Ma la soddisfazione del principe vi finì, quando il mago di corte, gli disse che il castello sarebbe durato quanto il corpo della volpe.
Il principe così fece imbalsamare il corpo della volpe riversandoci dentro una grande quantità di oro fuso, nascondendo il tutto in un luogo segreto forse le fondamenta del castello. Il principe fece, anche, mettere a guardia del preziosissimo tesoro tre cavalieri che avrebbero dovuto custodire la volpe per tutta la loro vita.
Succede alla fine del nostro secolo che un muratore, lavorando di piccone, trova il lauto bottino, ma non riesce nemmeno a rallegrarsene perché proprio in quel momento uscirono i tre cavalieri che lo picchiarono e nascosero la volpe in un altro luogo. Anche oggi, con le notti di luna piena, si vede una grossa volpe aggirarsi per il luogo finendo con il nascondersi nel fossato del castello, oggi prosciugato.
L'edificio centrale del castello si impreziosisce con i cimeli di un epoca remota, che ancora oggi arredano le vaste stanze. Come la "camera rossa" dove fu trovata Cassandra Franceschi in dolce compagnia di un paggio del marito Giannozzo da Capparello. Il marito fece in modo che si intrattenessero il più allungo possibile murandoli vivi nella parete. I lamenti si sentono un po' ovunque, ma soprattutto nella stessa camera dove sono stati murati vivi i due malcapitati. Una presenza definita "continua ed avvertibile al di là dei sospiri, si capisce insomma appena entrati che nella camera rossa c'è qualcosa o qualcuno".
Ma strozzavolpe contiene altri luoghi, al di fuori delle mura, contenenti leggende, come la "casa delle suore e dei frati" dove si odano rumori di catene e colpi sordi alle pareti. Sembrerebbe che gli spiriti vaganti siano indemoniati, e per farsi sentire, passano solamente far rumore attraverso pareti, metalli, vetri o voci.
Ma le storie di questo castello non sono mai finite, come per esempio le due scoperte effettuate da una squadra di muratori nel 1970. Tale squadra che si dette da fare con scalpelli, martelli ed altri arnesi. Ma ecco che un giorno si fanno due scoperte: un merlo appare stranamente murato di fresco e contemporaneamente si nota come l'operaio, che lavora in quel settore, sia stranamente scomparso. Disfatta la muratura del merlo, si trovano un orcio di terracotta vuoto e, dentro una canna, una pergamena bruciacchiata dove è scritta in caratteri gotici la storia di un tesoro sepolto. Dopo altre indagini, si viene a sapere che l'operaio è partito improvvisamente con tutta la famiglia per ignota destinazione. Nessuno ne seppe più nulla, ma tutti ugualmente immaginarono che stesse godendo, da qualche parte, il contenuto dell'antico orcio".


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